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ALL’IPIA DALLA CHIESA UN SALTO DI QUALITA’

 

La riforma delle scuole superiori, insieme a quella dell’università, continua a far discutere studenti, famiglie e addetti ai lavori. All’istituto professionale cittadino il nuovo anno scolastico ha portato la sostituzione dei tradizionali corsi per elettricisti e per meccanici d’officina con un indefinito percorso per addetti alla manutenzione e all’assistenza tecnica. Un miscuglio di due precedenti indirizzi che, a giudizio degli insegnanti di settore, rischia di produrre figure provviste di competenze e conoscenze in entrambe i precedenti campi, ma di scarso contenuto e ridotte competenze operative, tanto da mettere in serio dubbio la possibilità di continuare a spendere proficuamente il relativo titolo di studio sul mercato del lavoro.
Per l’anno scolastico in corso si è cercato di porre rimedio a questa distorsione con un progetto sperimentale che permetterà di continuare a offrire agli allievi il corso di qualifica triennale e soprattutto di garantire la separazione dei due percorsi, con il mantenimento delle precedenti specializzazioni. Tutto ciò è possibile grazie alla presenza di alcuni insegnanti di lunga esperienza divenuti soprannumerari in conseguenza dei nuovi programmi, ma non è garantito che il progetto si possa reiterare negli anni successivi.
Per questo motivo la scuola – in virtù dell’essere divenuta nel frattempo istituto d’istruzione superiore con l’unificazione all’istituto commerciale – ha deciso nelle scorse settimane di chiedere il passaggio dei corsi elettrico e meccanico dall’istruzione professionale a quella tecnico industriale, con la possibilità quindi di diplomare periti industriali elettrotecnici e meccanici. Ciò permetterà di mantenere un alto livello dell’offerta formativa e soprattutto di sfruttare al meglio il consistente patrimonio di attrezzature, conoscenze e competenze che si è potuto accumulare nel corso degli oltre sessant’anni di attività. Nulla invece cambierà per i corsi abbigliamento e moda e socio sanitario, che continueranno a funzionare nell’ambito dell’istruzione professionale di stato e con percorsi quinquennali, visto che le qualifiche triennali dovranno passare alla competenza regionale.
La proposta formulata dal collegio dei docenti e dal consiglio d’istituto ha incontrato il favore dell’Amministrazione provinciale che ha fatto suo il progetto adottandone in pieno la filosofia. Al momento manca solo il placet della regione Piemonte, che viene dato comunque per scontato.
I due nuovi percorsi di studio verranno quindi offerti agli allievi a partire dalle classi prime del prossimo anno scolastico 2011 – 2012.
 

Pubblicato il 19/12/2010 alle 19.33 nella rubrica Diario.

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